Presidio contro il ddl "antisemitismo"
Il 2 ottobre arriva in votazione alla Camera il ddl Romeo, presentato come legge contro l’antisemitismo. Ma il testo assume come linee guida la definizione IHRA, che da anni viene usata per equiparare la critica a Israele all’odio verso lə ebreə.
Questa definizione viene usata per qualificare come antisemite posizioni politiche critiche verso Israele, ostacolando in questo modo proteste pacifiche, forme di attivismo e, in generale, il dibattito pubblico sulle politiche israeliane.
Noi crediamo che l’antisemitismo vada combattuto, sempre. Ma criticare uno Stato, il suo governo e le sue politiche non è odiare un popolo o una religione: criticare Israele non significa antisemitismo. E crediamo che denunciare un genocidio, il colonialismo di insediamento e la complicità dei governi sia un dovere.
Un provvedimento che rischia di trasformare quella denuncia in un bersaglio è un bavaglio.
Denunciare uno stato che commette indisturbato un genocidio non è antisemitismo.
Denuciare uno stato che da decenni impone un sistema di controllo, segregazione e disuguaglianza nei confronti della popolazione palestinese non è antisemitismo.
Chiedere che Benjamin Netanyahu, destinatario di un mandato d’arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale de L’Aia per crimini di guerra e contro l’umanità, venga arrestato non è antisemitismo.
Significa perseguire valori di giustizia e libertà, per il popolo palestinese e per tutti i popoli oppressi.
Per questo scendiamo in piazza. Per continuare a gridare Palestina Libera.
Portate voce, cartelli, bandiere. Portate chi non vuole stare zittə.